Underground
Le immagini che seguono appartengono ad uno studio portato avanti attorno al mondo dell’Underground musicale romano.
L’ambiente è descritto rinunciando a gran parte del colore, colore che poi è presente in minima percentuale, ma che comunque è percepibile sul grigio dei mattoni nel marrone delle macchie d’umido, nel verde delle luci al neon, nel giallo paglierino sbiadito delle serrande basculanti.

Questa fredda assenza di pigmentazione viva si contrappone al calore che si sprigiona dall’interno di queste micro realtà. Ognuna ha la sua storia, ognuna ha la sua band a ridarle colore. Sulla base di questo mood è partita la ricerca del colore e del movimento. I primi a comunicarmi questa sensazione sono stati gli U.N.O., le loro note a ridare alla penombra delle pennellate di colore in movimento. (U.N.O. / Unidentified Noisy Object su iTunes)

Entrando nel box dei Luminal invece tutto cambia. Il calore è già lì, ha già riempito tutto e non c’è verso di tirarne fuori altro. Usano luci calde, si raccontano seduti su un divano, è tutto quieto, parlano pacatamente. La loro esplosione è movimento, è un vortice che ti risucchia ed è lì che ho voluto fissare le loro immagini. Non c’è bianco e nero, è tutto saturo, è tutto fuoco. (Luminal su iTunes)

Per esigenze di spazio e leggibilità dell’opera si è scelto di ridurre a quattro pezzi la selezione per l’allestimento RAM_09. Questa selezione descrive una sola situazione panoramica dell’ambiente sotterraneo e tre fotogrammi estratti dalla sessione dedicata al box dei Luminal, il cui primo disco “Canzoni di Tattica e Disciplina” presta il nome alla stessa opera esposta. I video, in rotazione accanto alle foto sono a cura di Davide Alaimo e Emiliano Melone.
“La maggior parte della musica che ascoltiamo è il prodotto di ore spese in sale prova ed in studi di registrazione. In questi ambienti è possibile osservare un meccanismo, in parte automatico in parte cosciente, di assegnazione di un significante a determinati suoni ed effetti. Il mixaggio, il lavoro del produttore sono diventati elementi fondamentali della produzione musicale. Basta sfogliare una qualsiasi rivista di musica per rendersi conto di quanto l’intervista al produttore sia quasi un genere giornalistico corrente.
Tra lo Statuario e Quarto Miglio, varie realtà musicali hanno acquistato o affittano un’intera serie di box, inizialmente costruiti per ospitare automobili. Uno spazio privato e completamente auto gestito nel quale hanno sede il Box 23 ed il fotografo Fabio Gaigher, che hanno documentato questa realtà per noi in fotografia e in video. Barbara Fagiolo ha invece realizzato un libro illustrato, giocando sulla libera interpretazione del contenuto e delle storie di box dalle serrande abbassate.”
























